Atti di pianificazione urbanistica: il riferimento a determinate categorie di interventi edilizi è recettizio

Successivamente alla riforma introdotta nel 2020, le modifiche di destinazione d’uso che possono conseguire agli interventi riconducibili al concetto di manutenzione straordinaria sono solo quelle tra categorie urbanistiche omogenee

Atti di pianificazione urbanistica: il riferimento a determinate categorie di interventi edilizi è recettizio

Se negli atti di pianificazione urbanistica si fa riferimento a determinate categorie di interventi edilizi, allora tale rinvio non può che essere recettizio, con natura statica o ricognitiva. Ciò perché se tale rinvio avesse natura dinamica, allora, per il suo tramite, confluirebbero nel regime derogatorio tutti gli interventi successivamente ricondotti dal legislatore sotto l’egida della nuova definizione, seppure originariamente non valutati. E ulteriore conseguente effetto sarebbe la sottrazione delle scelte di governo del territorio al Comune, soggetto istituzionalmente preposto. Ampliando l’orizzonte, poi, viene chiarito che, anche successivamente alla riforma introdotta nel 2020, le modifiche di destinazione d’uso che possono conseguire agli interventi riconducibili al concetto di manutenzione straordinaria sono solo quelle tra categorie urbanistiche omogenee, tale essendo l’inequivoco significato della dicitura ‘urbanisticamente rilevanti’ e ‘non implicanti aumento del carico urbanistico’ previsto dalla normativa. (Sentenza 4110 del 24 aprile 2023 del Consiglio di Stato)  

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