Concessioni balneari: illegittimo il rinnovo automatico
Confermata dai giudici la scadenza prevista alla fine di quest’anno, con conseguente obbligo per lo Stato di porre all’asta le concessioni
Nessun rinnovo automatico delle concessioni balneari. Confermata la scadenza prevista alla fine di quest’anno, con conseguente obbligo per lo Stato di porre all’asta le concessioni. Questi i paletti fissati dai giudici amministrativi, i quali, recependo, in sostanza, la pronuncia, risalente all’aprile scorso, della Corte di giustizia dell’Unione europea, hanno bocciato l’ipotesi del rinnovo automatico delle concessioni balneari. Illegittimo, in sostanza, il cosiddetto ‘decreto Milleproroghe’ con cui il governo Meloni ha deciso la proroga della scadenza delle concessioni balneari in essere, spostandola dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2024. Necessario, quindi, secondo i giudici, mettere finalmente all’asta le concessioni balneari. Più in generale, è confermata l'illegittimità delle norme italiane che prevedono una proroga automatica delle concessioni balneari, lacuali e fluviali, dovendosi invece procedere ad aste imparziali e trasparenti, aperte anche ad operatori transfrontalieri, alla luce della cosiddetta ‘Direttiva Bolkestein’. (Sentenza 7992 del 28 agosto 2023 del Consiglio di Stato)