Il piano regolatore portuale prevale sulla pianificazione generale dell’ente locale
Tuttavia, ove il piano regolatore portuale manchi, torna ad applicarsi la pianificazione generale dell’ente locale
Il piano regolatore portuale prevale sulla pianificazione generale, e ciò in forza del principio di prevalenza dei piani settoriali su quelli generali. Tuttavia, ove il piano regolatore portuale manchi, torna ad applicarsi la pianificazione generale dell’ente locale, atteso che, altrimenti, si verificherebbe un vuoto di disciplina afferente l’uso del territorio, pur in presenza di un piano regolatore generale vigente. Nel caso specifico preso in esame dai giudici è venuta in rilievo un’istanza di permesso di costruire in area portuale, in assenza di piano regolatore portuale, senza l’asseverazione di conformità del progetto allo strumento urbanistico comunale. Secondo la parte privata, Il comune non ha alcun potere di vigilanza e di controllo sull’attività edilizia nel porto. Per i giudici, però, tale prospettazione non può essere condivisa, soprattutto alla luce del principio in forza del quale la pianificazione settoriale è destinata a prevalere sul quella generale, e ciò vale anche per il piano regolatore portuale, ma, naturalmente, solo ove esistente. Qualora il piano regolatore portuale manchi, come nel caso specifico, non può non applicarsi il piano regolatore generale, con conseguente necessità del permesso di costruire. (Sentenza 2453 del 24 luglio 2023 del Tribunale amministrativo regionale della Sicilia)